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12/11/2014

Storia dell'auto Fiat Balilla

 “Industriali, commercianti, esercenti ed impiegati, medici, ragionieri, avvocati, geometri, impresari, periti ed ecclesiastici; giovani sportivi e maturi possidenti di campagna, signorine e mammine, tutti hanno riconosciuto nella nuova Fiat che nasce, la tanto invocata automobile finalmente accessibile nel prezzo, nell’uso e nella manutenzione. Non giocattolo dalla vita effimera e dalle limitate possibilità, ma vera completa, superba automobile fatta per durare e per servire; da accontentare ogni più disparata e più severa esigenza” (Le vie d’Italia, maggio 1932 pag.168).

Il progetto di questa autovettura storica fu attuato da diverse celebri figure dell'automobilismo di quegli anni: Nebbia, Fessia, Giacosa e Zerbi che costruirono una vettura dalle prestazioni fisse ma dai costi relativamente contenuti. Lunga tre metri e 14 centimetri, larga un metro e 40 centimetri, altezza un metro e 53 centimetri, peso 685 chilogrammi, motore a quattro cilindri, potenza massima venti cavalli, trazione posteriore, cambio a tre marce, freni idraulici, due porte e quattro posti (comodi), serbatoio da 26 litri, consumo più di dodici chilometri con un litro di benzina, velocità massima circa 85 chilometri orari. Verrà venduta ad un prezzo di 10.800 lire, più o meno l'equivalente di oltre un anno di stipendio di un impiegato ma saranno in molti a raddoppiare i sacrifici in tempi difficili e di crisi e a ricorrere a prestiti e cambiali per accendere un sogno. Viene presentata alla Fiera di Milano il 12 aprile del 1932 in occasione del Salone dell'automobile e si caratterizzava soprattutto per il cambio a tre marce non sincronizzate. 

 

Gli esemplari prodotti fra le varie serie dal '32 al '37 furono ben 112.000, complice il basso costo dell'auto, 10.800 lire contro le 18.500 della Fiat 509 che permise alla Fiat una produzione senza precedenti di questa fortunata realizzazione.

Fu protagonista della motorizzazione delle forze armate negli anni '30. Il Regio Esercito la acquisì sia nella versione berlina (per gli ufficiali dei Reali Carabinieri), che nelle versioni Fiat 508M  Torpedo Militare e Spider Militare come veicolo tattico.

La Balilla si farà onore in diverse competizioni sportive e farà conquiste anche oltre confine e verrà costruita, con licenza Fiat, in Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna e Cecoslovacchia.

 

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(A sinistra una delle prime pubblicità della Fiat Balilla a destra la versione camioncino)

La Balilla veniva prodotta negli stabilimenti torinesi del Lingotto e fu venduta in tante configurazioni diverse berlina, Spider, Torpedo, Coloniale, Sport spider e Berlinetta Mille Miglia, facendo anche la fortuna di molti carrozzieri che ne sfruttarono il telaio: ricordiamo in particolare Garavini, Savio, Balbo, Bertone, Casaro e Ghia. Successivamente fu fabbricata anche in Francia, Germania e Polonia.


 

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