Jackie Stewart, lo scozzese volante: le sue vittorie

jackie stewart

Nello scorso articolo su Jackie Stewart abbiamo visto come iniziò il destino del grandissimo pilota Sir John Young Stewart, per tutti Jackie; ora raccontiamo il suo debutto in F1.

La prima competizione di Jackie Stewart in F1 avvenne con Lotus poiché doveva sostituire Jim Clark, ma fu con BRM a fianco di Graham Hill che portò a casa i primi successi degni di nota: un podio al Gran Premio d’Italia del 65, un terzo posto al Campionato del Mondo e altri podi in gare minori. Meno fortunate saranno le stagioni ’66 e ’67 dove fu costretto al ritiro nella maggior parte delle gare per via della scarsa affidabilità delle vetture BRM.

Jackie Stewart, i suoi grandi successi

Il ’68 fu l’anno in cui Stewart tornò alla scuderia Tyrrell cominciando un biennio davvero molto competitivo assieme alle monoposto Matra-Cosworth: celebri sono state le sue vittorie schiaccianti a Zandvoort e al Nürburgring, dove distaccò il secondo di 4 minuti, ma fu l’anno successivo che collezionò i podi migliori in Spagna, Francia e a Silverstone, gare in cui vinse con minuti o addirittura giri di vantaggio! Tutte questi successi lo portarono di conseguenza a laurearsi Campione del Mondo, divenendo il primo pilota a vincere un mondiale per un marchio francese.

Il 1970 non fu una grande annata principalmente per l’insufficienza tecnica delle nuove monoposto (al posto dei telai Matra vennero montati telai March pur di mantenere il motore V8 Cosworth) nei confronti della Lotus 72D. Nonostante ciò Jackie darà fiducia alla Tyrrell che nel ’71 riuscì a sfornare la Tyrrell 003 Cosworth, con cui si portò a casa molte vittorie tra Spagna, Monaco, Francia, UK, Germania e Canada. Il Nostro con questi successi riuscì a conquistare ancora il titolo mondiale, nel ’72 però, a seguito di una mononucleosi parecchio debilitante, vagliò l’ipotesi del ritiro. Falso allarme, non era il momento. Anche in questa stagione non si fecero mancare podi in tutto il mondo, ma il picco venne raggiunto nella stagione ’73 quando l’unica cosa che gli impedì di vincere fu l’improvvisa morte del compagno di squadra Cevert, fatto che lo fece desistere dal partecipare all’ultimo GP a Watkins Glen tagliandosi di fatto la possibilità di vincere il titolo modiale.

Tyrell 003
La Tyrrell 003 con cui Stewart collezionò una lunga serie di traguardi

La campagna di Jackie Stewart per sensibilizzare a una maggiore sicurezza in pista

Aldilà della sua attività imprenditoriale successiva al ritiro Jackie Stewart si è reso famoso nell’ambiente soprattutto per le sue lotte per un ambiente più sicuro, e questo è scaturito da un incidente che lo vide protagonista nel ’66: schiantandosi su un palo telefonico fuori pista al circuito SPA-Francorchamps rimase bloccato nella sua vettura a causa del piantone dello sterzo deformato. Completamente zuppo di benzina (i serbatoi si erano squarciati) e bloccato in quella vettura a rischio incendio senza nessuno che lo potesse soccorrere tempestivamente decise che le cose andavano cambiate. Iniziò così una campagna di sensibilizzazione con il collaboratore Louis Stanley per far costruire delle barriere ai lati della pista e migliorare i servizi di emergenza, inoltre si fece sempre seguire dal suo medico personale ad ogni gran premio. Un’altra lotta che può sembrarci scontata fu l’uso del casco integrale e delle cinture di sicurezza, dispositivi divenuti poi obbligatori grazie alle lotte di Jackie Stewart. Tra i tanti episodi che lo toccarono nel profondo vi furono le morti dei suoi amici Piers Courage e Jochen Rindt (quest’ultimo lasciava tra l’altro una giovane moglie ed una figlia piccola) ma il ritiro definitivo avvenne nel ’73 a seguito della morte di François Cevert. Lui stesso ricorda una riflessione alquanto triste:

 “Un giorno, Helen [la moglie n.d.A.] ed io, decidemmo di fare un elenco di tutti gli amici che abbiamo perso a causa di incidenti durante delle gare automobilistiche. Ci siamo fermati quando abbiamo raggiunto quota 50…”

Sir Jackie Stewart

Per i suoi meriti sportivi è stato insignito delle onorificenze di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico e Cavaliere.