Jackie Stewart, lo scozzese volante: gli inizi

jackie stewart

Tra i tanti campioni che si sono susseguiti nella Formula 1 ce ne sono alcuni che più di altri sono riusciti a ricavarsi un posto in prima fila nella “Hall of Fame” di questo sport. Tanti meriterebbero di essere ricordati in queste pagine, ma per oggi ci limiteremo a riscoprirne uno in particolare: Sir John Young Stewart, per tutti Jackie. Ora, dicendo “Jackie Stewart”, molti ricorderanno la simpatica pubblicità Heineken dove un arzillo Sir Stewart, con britannica nonchalance, rifiuta una birra dicendo: “No grazie, guido ancora” e parte sfrecciando con la sua Jaguar, e infatti proprio a Jaguar deve in parte la sua partecipazione nel mondo della F1, seppur non direttamente.

Nacque a Milton, in Scozia, l’11 giugno 1939. Il padre di John possedeva un concessionario Jaguar e molto prima di scoprire l’automobilismo Stewart prestava servizio come apprendista meccanico. Se già questo non fosse bastato a far scoccare la scintilla in Jackie ci avrebbe pensato la passione per le corse del padre e del fratello, piloti amatoriali, ma non fu un colpo di fulmine poiché il contatto con quel mondo rimaneva per il momento nel campo di pertinenza del suo lavoro di meccanico.

Tutto cominciò nel 1961 quando un cliente del padre propose al Nostro di provare delle auto da corsa. Tanto bastò per far decidere Jackie di diventare un pilota professionista, e nel ’62 dopo aver pareggiato i tempi di alcuni piloti esperti con una Jaguar E-Type al circuito di Oulton Park cominciò la sua inesorabile ascesa portandosi a casa le prime vittorie. A seguito di questo successo venne invitato dalla Ecurie Ecosse a correre per loro con una Cooper T49, con cui vinse a Goodwood. Iniziava così la carriera di Jackie Stewart.

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Una Jaguar E-Type

Nel 1964 entrava in Formula 3 con Ken Tyrrell e cominciò subito a mietere successi. Nonostante gli fosse già stata fatta un’offerta per correre in F1 decise di continuare a guadagnare esperienza con Tyrrell in F3. Con il tempo riuscì a far pratica con una Ferrari a Le Mans e la sua perizia di pilota non passò inosservata neppure stavolta, tanto che provando una Lotus 33 stupì persino lo stesso fondatore della Casa: Colin Chapman. Anche stavolta gli viene offerto un posto in F1 e anche stavolta il Nostro declina l’offerta, preferendo il passaggio in Formula 2 ma sempre con Lotus. Il suo debutto fu folgorante e guadagnò un secondo posto al circuito Clermont-Ferrand.

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La meccanica di una Lotus 33

E poi…. quali furono le altre tappe della sua incredibile carriera automobilistica? Lo scoprirete presto…nel prossimo contributo!:)