Daihatsu Materia, la monovolume dalle forme (forse troppo) squadrate

Daihatsu Materia

La Daihatsu Materia da molti non è stata molto apprezzata a causa di questo design… vogliamo dirlo? Forse un filino “pesante” e troppo squadrato. Altri invece sostengono che proprio questo tipo di linee le ha consentito di essere molto comoda e di ottimizzare gli spazi interni. Per farci un’idea di chi possa avere ragione, tra questi fronti opposti, sintetizziamo un po’ le tappe fondamentali della sua produzione.

Daihatsu Materia, l’utilitaria “cubica” ma decisa

Quest’auto è stata prodotta dal 2006 al 2012 dalla casa giapponese Daihatsu, mentre la commercializzazione è andata avanti con il marchio Toyota fino al 2016; a seconda dei mercati in cui è stata venduta è stata battezzata con diversi nomi: in Giappone è stata chiamata Daihatsu Coo; commercializzata dalla Toyota, è stata denominata “Toyota bB”, la  Subaru invece ha scelto per lei “Subaru Dex”; in America, invece è stata venduta con ulteriore marchio con il nome “Scion xB”.

L’auto è stata derivata dalla seconda generazione della Daihatsu Sirion e della Toyota Yaris; equipaggiata con due motori da 1,3 e 1,5 litri (quest’ultimo che rendeva possibile anche 175 orari di velocità massima) era disponibile anche in versione a trazione integrale; in Italia dal 2007, invece, era stata anche implementata con alimentazione Bi-fuel (benzina e GPL) denominata “GreenPowered”.

La forma di quest’auto, ritenuta non esteticamente il massimo da molti, le conferiva una capacità di ottimizzare gli spazi, anche se ne faceva perdere in parte di aerodinamicità (con consumi non proprio ridottissimi). La tenuta di strada, invece, grazie al sistema di sospensioni “semplice” così come il sistema frenante di tipo mista, era efficace.

E tu, invece? Che ne pensi del “solido” design della Daihatsu Materia?